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Dissonanze di Ferlini Vanes



Profilo Critico

Percussionista in erba
alla ricerca di dissonanze

Il fanciullo viso d’angelo
nasconde un demone nelle mani,
martella piatti e bicchieri
sul palcoscenico improvvisato
di tovaglie rosa

Lo strìdio s’insinua
tra le mascelle degli avventori
come ossa di pollo
aguzze, carbonizzate
si conficcano nelle gengive

Ci dev’essere in quella furia
un dolore mai risolto
o desiderio d’attenzioni

Batte sempre più forte
con la rabbia cieca
di bussare al mondo degli adulti,
come voler dire d’esserci

Un piatto rotto
un grido del padre
uno scapellotto appena sfiorato…
e tutto torna come prima

Mi dolgo pensando
che se avessi un figlio
lo terrei come lievito felice
con cui impastare la vita.