Gerardo il robottino di Aurilia Silvana



Profilo Critico

Una famiglia riceve un pacco dono da uno zio scienziato. Alla sua apertura un robot antropomorfico si presenta come tutto fare capace di sostituirsi a qualsiasi persona al di dentro o al di fuori della famiglia. Questa sua versatilità renderà la vita molto comoda ma alla fine anche più vuota e frenetica, privata dalla condivisione, dalla comunicazione e dai gesti servizievoli svolti per amore. Svuoterà la casa dal calore del vissuto e dalla gioia del ritrovarsi insieme. Ma, quando la dipendenza verso il robot diventerà eccessiva, esso cesserà di funzionare. Questa fiaba moderna ci richiama alla considerazione del valore delle cose semplici che troviamo nella propria casa vissuta come porto sicuro e accogliente, luogo di confidenze e di affetti profondi che nessuna tecnologia potrà mai sostituire; una morale fondamentale che l’autrice ha saputo esprimere con grazia fino alla conclusione (… "Sono umani, professore" …): dobbiamo imparare ad usare in modo corretto le risorse tecnologiche senza diventarne schiavi. Massa, 7 maggio 2017

Membro di Giuria

Prof.ssa LOREDANA BONASSI