I giorni delle viole

di

Profilo Critico

Antonia Gaita conquista il lettore con liriche affollate di simboli ed immagini toccanti che prepotentemente entrano nella mente e balzano agli occhi , suggestionano ed inquietano l’ animo, offrendo colori forti di luoghi vissuti, quadri scolpiti nella memoria.


Cattura il suo stile personale e l’ uso delle parole pensate, soppesate.


Frammenti di vita scorrono, diventano versi, suoni gravi e meditati: “A fiamma raccolta, prossimo ormai / al tuffo di brace / il sole ci guarda senza ferire.”

Una poesia senza tempo.


Massa, 10 maggio 2015

Presidente di giuria


Dott.ssa SILVANA ARATA

Era l’età che percepisce lento
il giro della Terra.
Giorni immobile precedevano marzo
acque che non scorrono, Torpide, di gora.
Marzo che scotta e gela
tempo d’azzurro estremo tra nube e nube.
I pomeriggi accesi
le corse a raggiungere i filari.
Al piede degli olmi le viole infittivano.
Dalla mano protesa
l’occhio fuggiva in avanti.
Era sempre altrove
la macchia più densa, più viola.

Spenta al ritorno anche l’ultima cimasa
si entrava nell’ombra dei muri.
Nel tepore umido del palmo
gli steli a mazzetto. I petale
già prossimi a intristire.