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I ragazzi di Locri di Vicaretti Umberto



Profilo Critico

I ragazzi di Locri hanno negli occhi
lampi affilati, un grido scuro e già
sanno il colore e l’ossido del sangue.
Muovono insieme, mescolata linfa
redenta alle anse, liberata al giorno,
fiume dolente che straripa ai muri.

I ragazzi di Locri hanno nel vento
la stessa fede di Icaro e di Ulisse.
Salpano verso la Città del Sole,
hanno per chiglia il loro giunco acerbo,
per alberi e per vele aste e bandiere.

Passano alla distanza di un abbraccio
-coraggio rabbia lacrime silenzio-
ma non cercano moli per l’approdo
e gomene non gettano alla fonda:
terra è la nostra di naufragi e rese,
isole impervie siamo e inospitali,
relitti noi superstiti del tempo.
Smarrimmo l’innocenza ed il furore,
disperso abbiamo l’iride e la neve.
Deserto è il lido e manca al nostro mare
un porto amico ed acque terse come
cuore profondo per gettarvi l’ancora.

I ragazzi di Locri hanno rosari
nuovi di luce azzurra da sgranare.