Il caramelliere di Amarasia

di

Profilo Critico

La dimensione onirica e di smarrimento che pervade il componimento Il caramelliere di Amarasia ci consente di riflettere su aspetti insoliti dell’esistenza: ad esempio il tema della ferita, ma anche l’immagine della folla e non da ultimo l’esperienza visionaria della follia. Centrale è il concetto di amore declinato in prospettiva relazionale.Lo stile del componimento è armonico e lineare. Si fa un buon uso della metafora consentendo al lettore di sviluppare spunti di riflessione autonoma.

Membro di giuria

Prof. RICCARDO RONI

Sulle ali del vento volò
alle cime dei colli smezzati
ed arrivò sudato del suo amore;
il cuore strinse nelle mani
per non stancarlo trocco,
deciso s’era, coi banchi di cristallo,
addolcitore dei crucci della gente.
Ed essa saliva affardellata,
versava intristimenti di camorra,
di femmine morte parlava
e soldi insanguinati.

E lui che ammarnellava zucchero d’oriente,
aromatico e dolce, come sogni
dei bimbi addormentati di Amarasia.

Spalmava i suoi detti d’amore,
che Dio gli aveva dato.
Guardate, diceva, queste mani
che hanno ammischiato tutti i sogni,
che hanno inzuppato pane,
acceso fuochi di caverna
con gli occhi ammucolati
per lei fasciata dalla luna,
per lei che non voleva andare
e andò coi piedi scalzi
senza fluire indetro la sua chioma.

E l’uomo i suoi fiocchi spandeva
sugli occhi incantati a mirarlo,
di vetro soffiava le storie di Amarasia.

Sapeva fasciare ferite
ma non cantare canti né ballate
e la gente rideva
coi denti danzanti nella bocca,
tornava alle case di fango
col cuore inzuccherato di conforto
da quel caramelliere pazzo
ché tutto aveva perso e tutto dava
nella ricchezza impolverata del suo sacco:
profumi d’oriente perduti
e bioccoli imbiancati della manna