Istria: dolore, storia, cultura

di

Profilo Critico


L’autrice ha scritto con profonda partecipazione questo testo di ricordi e riflessioni personali in quanto esule, per evidenziare l’orgogliosa identità italiana degli istriani, dalmati e giuliani.
Il testo si sviluppa anche attraverso una ricerca di testimonianze e documenti, di scritti e immagini che focalizzano questa memoria dolorosa della gente, dei lughi e delle antiche origini italiane di quella terra che hanno dvuto abbandonare. Narra il dramma orrendo delle foibe compiuto dai partigiani titini negli anni 1943-1947 nei confronti di innocenti colpevoli solo di essere italiani.
Rosanna Milano Migliarini custodisce i ricordi “per tramandarli ai figli dei figli con emozione”, un debito di amore verso l’Italia.
Massa, 10 maggio 2015
Membro di giuria
Fiorella Del Giudice

Riferendomi a molto italiani dell’Italia orientale possiamo dire che con le foibe abbiamo perduto la nostra umanità, con l’Esodo, con la “diaspora” abbiamo perduto duemila anni della nostra cultura, che dobbiamo almeno recuperare nella nostra memoria per i nostri figli e nipoti. Le memorie assomigliano a lunghe conchiglie, queste ultime rimandano alla metafora non tanto di un ornamento architettonico molto usato per decorazioni ma al significato vero dell’ ”astuccio calcareo” che conserva per un tempo indefinito un suo tesoro che ha bisogno di protezione.

Si richiama, così, un tempo quasi eterno, memorie sempre vive, non ricordi. La memoria unisce, alla vita di ogni giorno come se fosse il presente, anche il lontano passato.