Labirinto

di

Percorro percorsi stretti
che avvolgono l’anima
nelle spire potenti e
involute come petali
serrati di olente rosa.
E ritorno sui passi
che già risuonarono,
che già si persero
nell’oblio suadente.
Dimentico il tempo
in questo dolce ma
ingannevole ballo.
Compagni di danza
le folte siepi ombrose,
il cielo su in alto mira
il rondò muto che,
battuta dopo battuta,
esegue il mio corpo
inseguendo il miraggio
di una via d’uscita.
Icaro vorrei e non vorrei
emulare, qui solamente
resta la speranza
che come un esile filo
Arianna mi tende.