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Sogno di guerra di Mussi Carla



Profilo Critico


Nelle prime liriche della raccolta dell’autrice c’è Pinocchio, Pinocchio con il suo mondo

di ladri, predatori, ammaliatori; Pinocchio con le sue tentazioni, la sua credulità e la

sua imperfezione; Pinocchio con il paese dei balocchi, “l’omino di burro” e il “paese

delle api industriose”. Lo stesso mondo e lo stesso “essere” che la poetica di Carla

Mussi ci rappresenta quando, uscendo dalla metafora collodiana, invoca in poesie –

preghiere i suoi dei: il Dio degli schemi, “così bravo a stabilire tutto”, a cui dichiarare il

proprio non essere “conforme” e non essere “capace”, il Dio dell’ordine con la sua

“intransigenza” e il suo “concetto igienico dell’esistenza”, o ancora il “Dio della caccia”

al quale regalare “il coltello che ha ucciso l’animale che correva nel folto del respiro” o

il “Dio della cattività”, al quale richiedere un “Dio selvatico” in cambio della propria

precarietà e cattiva volontà. Ci sono poesie forti, taglienti, talvolta sarcastiche in

questa raccolta, ambientazioni di fiaba cupa, sentimenti di tristezza, disillusione e

amarezza, poesie in cui la scelta lessicale è sempre molto evocativa ( si pensi ad

esempio al frequente ricorrere di parole quali “lama”, “coltello”, “forbici”, “taglio”,

“stimmate”, o “ladro”, “predatore”, “domatore” o ancora “precarietà”, “oscurità”,

“nulla”, “niente”).

Eppure ciò che si sente è soprattutto l’emozione, la sensibilità, l’ironia, l’intelligenza, la

franchezza di chi vive il proprio “cattivo dono” con tutta l’intensità possibile e tanto

visceralmente da dire “ho fame d’esistenza”, “bisogna sollevarsi per leggere l’amore”

e ancora “… scalza / così mi scalfivo di aghi di bronzo / volevo ricordarmi che si

sanguina / per sentire il paesaggio / nei propri piedi”; di chi, come Pinocchio, affronta

la sua lotta quotidiana per farsi uomo in carne ed ossa.

Monica Salvetti

L’amico arruolato

il soldato

la distanza segnata

l’oscuro richiamo del reclutamento

le file serpeggianti

dei bastardi

dei mercenari

le stelle che corrono ai ripari.

Prima del mattino

nei treni

la direzione è intatta

per quanto incerta

ma c’è aria di guerra.

Doveva essere il nostro viaggio

e in effetti

il solo accampamento

è questo letto all’alba

dove tremo sotto il tuo corpo

per la tua dolce fame

come quando

mordevi le fragole

con la mia bocca.