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Capriccio di memoria di Inferrera Filippo



Profilo Critico

Ad una valutazione critica della silloge si riscontra una partecipazione sofferta con gli aspetti naturalistici che pervadono la scrittura e che interagiscono nell’immaginazione, traendo origine dagli elementi primordiali: acqua, aria, terra, sangue, fuoco. Già gli elementi alchemici della natura ed il poeta ne ricava simboli di profonda ed esistenziale riflessione. La parola scava nell’humus della propria coscienza umbratile, in una dialettica che scaturisce dallìevocazione nostalgica di una perduta infanzia cui si contrappone la aridità del mondo attuale. Tuttavia la pesia può trasfigurare la memoria e costituirsi in un sogno, capace di ricreare paesaggi surreali intrisi di mistica bellezza come nella lirica: “Mistero eterno”. Una poesia in definitva complessa, eremtica a tratti, ma comunque ricca di valenze espressive.
Prof. Adriano Godano

Ombre nere si addensano e si smagliano

tra le crepe delle finestre,

lasciando consumarsi gli estremi barbagli

di luce in ghirigori di danza.

È l’ora del notturno che si smatassa

inesorabilmente nella sua dimensione più pura,

satura di presenze inafferrabili.

Cala un silenzio di smeraldo tra le tele

di pittori emergenti, che pendono dai muri

sopra la scrivania di pelle e di sudore,

che mi ha svezzato bambino.

Ora, è un radioso manto la mia memoria,

benda gli occhi e spalanca l’anima,

è un canto che nasce dal mare e, ovunque,

ha farfalle d’erba.

Un capriccioso nutrimento mi concede

una carezza e un dormiveglia nel caldo

familiare di pane e braciere.

Siete voi l’unico guizzo vigile di un riconoscente

amore, madre luna, padre fuoco, carità libere di giorni,

a durare nello specchio della mia vecchiaia?

Annegato in dissepolte certezze, risillabo pensieri,

sciolgo i dubbi che si accalcano tra le carte,

recupero isole e sorrisi, mi nutro del vostro odore,

fiorisco nella mimosa del tempo in divenire.