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Memorie di Adelina Guadagnucci di Fruzzetti Angela Maria



Profilo Critico

Era l’anno 1945. La guerra era appena finita. Bisognava ricostruire. Eccomi al Comune di Pallanza. Mi trovavo lì per chiedere spiegazioni sulla casa che avrebbe dovuto ospitare i bambini orfani di guerra e la lista dei loro nomi.
L’impiegata del comune gentilmente mi informò che gli orfani sarebbero stati ospitati alla caserma Simonetta di Intra e mi consegnò la lista con i nomi di quarantatre bambini, facendomi cautamente notare che da una parte del foglio erano scritti i nomi dei figli dei fascisti, dall’altra i nomi dei figli dei partigiani. All’istante mi tornarono alla mente le parole di Carlo Pedroni:
«Dovremo far convivere, mettere insieme i figli dei fascisti con i figli degli antifascisti, capire gli uni e gli altri … Nell’incontro con i bambini gli adulti dovranno cercare di non essere influenzati dall’ideologia dei loro genitori, ma da quanto potava esserci stato di positivo in loro».
Istintivamente strappai il foglio. Mi recai alla caserma e trovai tutto diverso da quello che avevo immaginato e soprattutto, sperato.