Quel che chiedemmo al vento

di

Profilo Critico

Ad un’analisi critica della silloge del poeta Lorenzo Cerciello si rileva una padronanza di stile espressivo, che configura un perfetto equilibrio tra forma e contenuto. Si tratta di una poetica classica, elegantemente formulata nella dirompente passione che si esprime nei versi. L’impatto emotivo della scrittura coinvolge il lettore, fascinato da una gamma di sentimenti che pongono in evidenza il richiamo di una natura agreste ed un diuturno lavoro affrontato in un contesto sociale che ancora permea i valori dell’esistenza. Al centro dell’opera risalta, comunque, la figura femminile cui viene didicata un’incondizionata dedizione di amore. E tuttavia quell’insanabile frattura determinatasi fra l’aspirazione alla felicità e la concretezza arida del reale, richiama immagini di pessimismo leopardiano. Così le riflessioni del poeta si protendono fra nostalgia e rimpianto della donna vagheggiata nell’anima.
Il poeta Cerciello può soltanto donarci attimi di sublime raccoglimento nella contemplazione di un amore che restituisce il pathos di una romanza medievale.
Prof. Adriano Godano

La sera che si abbruna allo smeraldo

cangiante delle foglie di magnolia

e indugia nell’alone d’alabastro

di questa luna immersa dentro un cielo

così stellato da far male al cuore,

riapre, d’improvviso, alla memoria

strade dimenticate, antichi varchi

dove ancora permane l’eco lieve

di uno strazio lontano di ricordi.

Ora dentro le vele c’è il silenzio

e il sole nasce e muore nello spazio

breve di una finestra. L’orizzonte

ha sulle dita brividi d’autunno.

Anche ciò che sognammo, che chiedemmo

e che rubammo al vento nelle sere

di trasognate rose quando il cuore

si dissetava ancora alla rugiada,

fresca, delle vigilie e delle attese,

ormai è qui, dentro la nebbia lieve

che avanza, lenta, con bandiere d’ombra.

Altrove scorre il fiume, l’infinita

marea d’occhi appassiti, di parole

perdute nell’attesa di un sorriso,

di una risposta che non giungerà.

Anche i tuoi occhi sono dentro il gorgo.

Sirio è lontana e fredda. Aspetto il buio

per avviarmi, adagio, con le stelle

verso altre lune, ad altre nostalgie.